UNA NEVICATA FUORI STAGIONE

Fa sempre un certo effetto assistere ad una nevicata in una giornata di primavera. Questa poi è ancor più singolare perché nevica ed al tempo stesso c’è il sole che fa brillare ogni singolo fiocco di neve donando alla situazione una atmosfera magica. Molte volte mi sono trovato ad ammirare la natura nelle sue molteplici forme e manifestazioni e anche oggi il conforto che questa immagine produce nel mio cuore è notevole. Tuttavia vi è pure in me un profondo dolore che da un’ora circa mi avvolge profondamente. Il panorama, per quanto bello, assume sfumature diverse quando viene osservato dalla vetrata di un ospedale… nelle mie orecchie ancora l’eco delle parole del mio amico: ‘Cinzia non ce l’ha fatta…’ lo sconforto è grande… morire poco più che cinquantenne in una settimana dal ricovero in ospedale appare come una crudeltà, una ingiustizia. Sono tuttavia consapevole che la biologia non segue la morale e l’umana speranza, è biologia, finalizzata alla sopravvivenza della specie, al di sopra di qualsiasi altra considerazione.
Tuttavia, le circostanze della morte della mia amica mi inducono ancora una volta a fare una riflessione sulla medicina ipnotica anche se convenzionale. Il ricordo di quanto ho appena narrato risale ormai a 7 anni fa; tanto è passato dalla morte di Cinzia ma il ricordo è ancora vivo nel cuore. Quanti bei momenti passati assieme, quante vacanze al mare con le nostre famiglie, i suoi figli cresciuti insieme ai miei, tanti bei ricordi…
Provo a dare un senso alla morte della mia amica e nel farlo ricordo a me stesso che ogni situazione o circostanza racchiude una lezione, una opportunità. Certo la sua morte mi ha aiutato, ancora di più a portare avanti lo studio e la ricerca nell’ambito della Naturopatia ed in particolare delle 5 leggi biologiche scoperte dal dr Hamer. Desidero narrarvi le circostanze in cui questo lutto è avvenuto, nella speranza che sempre più coscienze diventino consapevoli dell’importanza di promuovere una medicina senza ipnosi e fatta in scienza e coscienza.
Pochi giorni prima della morte di Cinzia, suo marito mio amico, mi telefonò per informarmi che sua moglie era stata ricoverata in ospedale e che non stava bene ed inoltre, avevano già fatto una diagnosi di tumore. Corsi in ospedale e rimasi colpito dalla grande stanchezza che Cinzia manifestava, tale da permettergli a malapena di esprimere brevi frasi. Insieme a suo marito ragionammo per capire assieme quali fossero state le cause conflittuali che avevano attivato questo tumore e trovammo il bandolo della matassa tanto che Cinzia trovò la forza di spiegare fino in fondo il malessere che aveva provato nel momento della DHS. Lo sforzo sostenuto per spiegare al marito a me le emozioni che aveva provato nel momento della DHS l’aveva ora sfinita ma nel contempo la vidi soddisfatta, contenta di averlo espresso sino in fondo. Salutai infine la coppia cercando di confortarli spiegando loro che questa grande stanchezza era una caratteristica del processo di guarigione e che accompagnando tale processo con serenità ed accettazione senza ulteriori recidive avrebbe portato a completare la guarigione già iniziata.
Pochi giorni dopo l’amico mi disse durante una mia ulteriore visita alla mia amica, che l’oncologa aveva proposto di fare una chemio per cercare di debellare il tumore. Spiegai all’amico che da me non avrebbe ricevuto consigli sul fare o non fare la chemio perché per me è importante il modo in cui la persona considera la terapia, prima di ogni altra cosa, per cui lo invitai ad avere il pieno consenso di Cinzia prima di fare qualsiasi cosa in quanto il diritto di accettare o meno una qualsiasi terapia era interamente di Cinzia e andava rispettato. La sera stessa l’amico mi telefonò dicendomi che avevano deciso insieme all’oncologa che il giorno dopo avrebbero fatto una chemio aggiungendo pure che sarebbe stata particolarmente forte, così, come disse l’oncologa, avrebbero ‘spaventato il tumore’. Rimasi sbigottito davanti ad una tale espressione e chiesi al mio amico quanta scientificità potesse esserci in un commento del genere… nessuna risposta. Chiusi la telefonata ponendo solo una domanda che a me sembrò molto sensata: ‘ma avete valutato bene se Cinzia nelle condizioni in cui si trova, sia in grado di sopportare una chemio concentrata?’. L’amico disse di si e che l’oncologa riteneva tale chemio necessaria. Salutai con un brutto presentimento ma ovviamente accettai la loro decisione e gli confermai la mia vicinanza.
La mattina dopo fecero questa chemio e…poche ore dopo Cinzia era morta. L’oncologa si affrettò a dire al mio amico che non era morta per la chemio ma per il tumore e quando mi venne riportata questa giustificazione io dissi: ‘se tiro un pugno ad un giovane di vent’anni è una cosa, se lo tiro ad un uomo di ottant’anni è un’altra cosa! Se poi questo muore, posso giustificarmi dicendo che non è morto per il mio pugno ma solo a motivo dei suoi ottant’anni?’.
L’amico decise di non denunciare la cosa, ma anche se l’avesse fatto, probabilmente non avrebbe avuto ascolto in quanto, in Italia se muori come conseguenza di un trattamento medico va tutto bene purché siano stati seguiti i protocolli, ma se muori avendo rifiutato i trattamenti medici allora inizia una ‘caccia alle streghe’ per cercare di incolpare qualcuno di tale morte. L’importante è morire come lo Stato ti dice di fare…
Ovviamente non tutti quelli che fanno le chemio muoiono per fortuna, ed ultimamente la medicina sta praticando, sempre più spesso, delle chemio leggere che, a fronte di una riduzioni dei sintomi dolorosi derivanti dalle fasi vagotoniche, garantiscono una minor tossicità con indubbi vantaggi per il paziente. Questo a mio avviso, rappresenta un passo avanti nella ricerca ma anche una parziale ammissione (non dichiarata) dell’insensatezza di tale pratica, di rischiare di uccidere il paziente con la pretesa di ammazzare il tumore.
Quanto più biologica e sensata è la posizione dei medici che praticano la Nuova Medicina. Nessun accanimento terapeutico ma semplicemente accompagnare il malato nel suo processo di guarigione aiutandolo nel contempo a calmare le manifestazioni troppo pesanti da sopportare ma senza bloccare la guarigione stessa. Quest’ultima visione mi trova pienamente concorde, come Naturopata, ed il mio contributo sarà quello di aiutare tutti coloro che me lo chiederanno a capire il senso, la relazione tra evento conflittuale e il processo di guarigione chiamato ‘malattia’. Nessuna pretesa, in questo, di sostituirsi al medico le cui cure a volte sono indispensabili, ma semmai aiutare sempre più persone a diventare protagoniste della loro salute come pure della loro malattia imparando ad accettare entrambe le situazioni ed ad accompagnare i processi di guarigione con tecniche naturali di origine millenaria e senza, soprattutto, spaventare ulteriormente le persone con diagnosi di morte. Queste diagnosi di morte pronunciate spesso da medici (in buona fede) sono la causa di ulteriori conflitti nei loro pazienti che determinano ulteriori aggravamenti a causa poi delle soluzione di quest’ultimi che si sommano alle riparazioni già in atto al punto di rendere, spesso, l’intero processo insostenibile per la persona che infine muore di compressione cerebrale nelle Crisi Epilettoidi.
Quanto bisogno abbiamo di medici che, con coraggio, siano disposti a rivedere i presupposti su cui si fonda la medicina convenzionale ed i suoi protocolli con un vero spirito critico, esaminando infine le 5 leggi biologiche, verificandole poi nel loro lavoro. Questa rivoluzione nella medicina è già iniziata e, a mio avviso, non può più essere fermata. Sempre più medici stanno verificando la fondatezza della Nuova Medicina e una volta acquisite queste competenze non puoi più ignorarle ne dimenticarle. W la medicina dal volto umano, praticata in scienza e coscienza!

2 comments on “UNA NEVICATA FUORI STAGIONE
  1. Damiano ha detto:

    E’ stata proprio una nevicata fuori stagione, anche trovare questo tuo articolo!

  2. Giorgio Andretta ha detto:

    Ogni lungo viaggio inizia da un primo passo che tu hai già avanzato e mi sembra in corposa e sostanziale compagnia che via via s’ingrosserà sempre più, e come un fiume in piena travolgerà ogni ostacolo.
    Auguri a te ed a noi.

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