LA MORTE DI GESU’ CRISTO ALLA LUCE DELLE 5 LEGGI BIOLOGICHE

(una ipotesi sulle ragioni biologiche della sua morte)
Uno dei più grandi meriti del dr. Hamer, scopritore delle 5 leggi biologiche, è proprio quello di aver eliminato il concetto di malignità dalla ‘malattia’. In particolare la 5° legge, detta della quintessenza, chiarisce che tutti i processi che avvengono nel corso di una SBS sono naturali e biologici e che hanno sempre un loro senso per favorire la sopravvivenza dell’individuo e/o della specie.

La malattia non va quindi più vista come uno sbaglio della natura e tanto meno come un castigo divino per i nostri errori. Quello di considerare la malattia come una punizione di Dio nei confronti dell’uomo disubbidiente alle sue leggi è stato per secoli uno dei principali insegnamenti della Chiesa. Questa visione della malattia ha influenzato tantissimo anche l’odierna scienza medica non nel definirla come un castigo di Dio, ma nel considerarla come qualcosa di maligno.

E’ necessario rivedere completamente questa visione, in quanto errata alla luce delle 5 leggi biologiche.

La miglior prova che le malattie non sono un castigo divino è data da Gesù Cristo stesso.

Per il credente, Cristo è figlio di Dio e creatura perfetta, priva cioè di imperfezioni sia nel corpo che nello spirito. Va da sé che se le malattie, nella loro accezione negativa, sono presenti solo nelle creature imperfette e schiave del peccato, il figlio di Dio essendo per sua natura perfetto e senza peccato, non poteva essere soggetto alle malattie.

Le evidenze tratte dai vangeli ci dimostrano, invece, il contrario. Gesù, mentre era appeso al suo strumento di tortura, morì anticipatamente proprio di malattia.

Questo forse potrà scandalizzare i credenti, ma prima di trarre conclusioni affrettate, vi invito a considerare attentamente le basi di questa mia affermazione.

Per prima cosa, apprendiamo dai vangeli che Gesù fu appeso insieme a due ladroni. Dopo qualche ora di agonia, i soldati tornarono per verificare se i tre condannati fossero effettivamente morti.

Nel vangelo di Giovanni capitolo 19 versetti da 32 a 34 leggiamo:  “Perciò, i soldati vennero e ruppero le gambe del primo [uomo] e quelle dell’altro [uomo] che erano stati messi al palo con lui.  Ma venuti da Gesù, poiché videro che era già morto, non gli ruppero le gambe.  E uno dei soldati gli forò il fianco con la lancia, e immediatamente ne uscì sangue e acqua.”

Qui possiamo isolare due elementi importanti.

Primo, Gesù nonostante fosse un uomo perfetto e quindi in grado di sopportare meglio degli altri due condannati le sofferenze, era morto prima degli altri; il che induce a chiederci: perché?

Secondo, il fuoriuscire acqua dal fianco forato di Gesù ci permette di capire di cosa era morto. Evidentemente il soldato forò uno dei due polmoni di Gesù ed il fatto che fosse pieno di acqua, ci permette di affermare, con sufficiente certezza, che Gesù morì soffocato (è degno di nota che Giovanni 19:30 riferisce che Gesù nell’atto di morire ‘rese lo spirito’ che nella traduzione letterale potrebbe essere reso ‘cessò di respirare’).

La presenza di acqua nei polmoni può essere spiegata con uno scompenso cardiaco a carico della muscolatura  del ventricolo sinistro in fase PCLA. Gesù si trovava quindi in una fase di soluzione, o se vogliamo dirlo in altri termini, nel bel mezzo di una ‘malattia’ a carico del cuore.

Essendo chiamata in causa la muscolatura striata del ventricolo sinistro, l’area cerebrale che gestisce questa parte del cuore è il midollo o sostanza bianca. Come è noto ai conoscitori della 5 leggi biologiche, i conflitti che interessano quest’area cerebrale sono tutti di svalutazione, di non sentirsi adeguati per…

Gesù era in soluzione, pertanto il suo cuore si stava comportando in questo modo: mentre il ventricolo destro continuava a pompare normalmente il sangue ai polmoni, il ventricolo sinistro essendo gonfio a causa dell’edema di riparazione non riusciva a ‘svuotare’ i polmoni dal sangue in maniera altrettanto efficace. Pertanto venne a crearsi una ipertensione polmonare con conseguente produzione di acqua nei polmoni. Più i polmoni si riempiono di acqua e più aumenta la sensazione di soffocare in quanto manca effettivamente il respiro. Questa condizione è di per sé pericolosa, tanto più nella situazione in cui si trovava Gesù essendo crocifisso. Per Gesù dovette diventare estremamente difficile respirare, a motivo dell’acqua nei polmoni e della posizione, fattori che lo portarono  alla morte per soffocamento.

Se, per ipotesi, Cristo non fosse morto in quell’occasione, alla fine della PCLA avrebbe comunque dovuto affrontare un infarto del miocardio sinistro nella crisi epilettoide/epilettica.

Se Gesù, uomo perfetto e senza peccato, dovette anche lui affrontare un processo di malattia, significa che la malattia è un processo naturale, non maligno, che permette di attivare programmi speciali (SBS) in condizioni di pericolo proprio per cercare di favorire la nostra sopravvivenza.

Quindi, quando leggiamo nel libro di Isaia la profezia secondo la quale verrà un tempo in cui nessun uomo dirà: “sono malato” (Isaia 33:24) queste parole vanno intese non nel senso che non esisteranno più le malattie, ma semmai che non esisteranno più le condizioni che portano le persone a soffrire a causa di conflitti biologici di grave entità. Non fine delle malattie, ma fine delle circostanze che generano gravi DHS e/o che impediscono la soluzione dei conflitti in tempi brevi.

In tali situazioni sarà forse necessario cambiare il nome da malattia a ‘benattia’ o una parola simile che contenga, comunque, un significato positivo, privo di malignità.

Rimane da capire quale fu la DHS o evento conflittuale che fece partire un SBS a carico della muscolatura sinistra del cuore e quando e quale fu la conflittolisi (CL).

Nel 29 della nostra era volgare, Gesù si recò da Giovanni Battista per essere battezzato. Quel battesimo significò che si presentò per fare la volontà del Padre, Dio. Tale volontà includeva una morte di sacrificio, non naturale ma, anzi, violenta, tuttavia necessaria per fornire un sacrificio di redenzione per l’intera umanità. La comprensione e l’accettazione di questo fatto, cioè di dover morire in modo cruento, dovette costituire una probabile DHS per Gesù in quanto, come tutti gli uomini, avrà desiderato vivere, non morire. Tale scelta andava contro la natura di uomo, pertanto Gesù dovette svalutarsi in relazione al suo diritto alla vita e così facendo attivò dei programmi di emergenza che rimasero attivi o in CA per più di tre anni fino alla notte in cui, nel giardino di Getzemani, Gesù pronunciò la famosa frase: “Padre passi da me questo calice, tuttavia abbia luogo non la mia ma…la tua volontà”(Matteo 26:39). In quel momento Gesù fece la CL in quanto decise senza remore di accettare fino alla morte il suo destino risolvendo, così, in modo figurato il suo conflitto con la parte biologica di sé che desiderava vivere, non morire.

Qual era il senso biologico del conflitto?

Secondo le 5 leggi biologiche, ipotizzando che Gesù fosse un destrimane, il conflitto a carico del ventricolo sinistro è: sentirsi inadeguati, sopraffatti in relazione al padre o al partner (chi conosce le 5 leggi biologiche potrebbe obbiettare che per un destrimane il lato sinistro dovrebbe rappresentare la madre o i figli. Tuttavia il cuore fa eccezione a questa regola in quanto nel corso del tempo ha ruotato di circa 180 gradi e pertanto c’è una inversione della lateralità). Visto che Gesù non aveva un partner, evidentemente il conflitto riguardava il Padre ed in particolare il dover sostenere la volontà del Padre che gli chiedeva di morire di morte violenta, non biologica. La sofferenza di Gesù nel sopportare questo incarico ricevuto dal Padre diviene particolarmente evidente quando in preghiera nel giardino di Getsemani, suda sangue. Tuttavia, il dire con decisione: “sia fatta la tua volontà” rappresentò, molto probabilmente, per Gesù la soluzione del conflitto, la CL.

Dopo la CL Gesù entrò in PCLA e il ventricolo sinistro iniziò subito a gonfiarsi essendo in riparazione. La gittata del ventricolo perse potenza con conseguente ipotensione e sensazione di estrema fiacchezza. Tale fiacchezza fu particolarmente evidente quando dovette essere aiutato da un altro uomo, un certo Simone, a portare lo strumento della sua esecuzione in quanto, da solo non ce la faceva, era troppo privo di energie ed in ipotensione arteriosa.

Quanto detto non toglie nulla al valore della morte di sacrificio di Gesù, anzi, capiamo ancor più la sua sofferenza visto che morì soffocato. Ci aiuta invece a vedere la malattia in una veste nuova e a capirne il senso biologico. Nulla di ciò che Dio ha creato è malvagio, inclusa la malattia in quanto provvedimento per permettere la nostra sopravvivenza in condizioni conflittuali. Tuttavia, quando la massa conflittuale è troppo grande a motivo dell’intensità della DHS per il suo tempo in CA, in PCL l’individuo muore, soprattutto in CE ma anche in PCLA. Gesù non fece eccezione a questa regola nonostante fosse un uomo perfetto. Questo, costituisce una importante prova per dimostrare che la malattia non è nulla di maligno e tanto meno un castigo di Dio, anzi è un provvedimento biologico per permettere la sopravvivenza in situazioni critiche e in questo senso, quindi, una benedizione.

5 comments on “LA MORTE DI GESU’ CRISTO ALLA LUCE DELLE 5 LEGGI BIOLOGICHE
  1. Giorgio Andretta ha detto:

    Dovrei dedurre, dal tuo esame, che il passo seguente sarebbe il superamento della morte e della malattia/benattia?
    Ma allora si dovrebbe anche cambiare il pianeta che ci ospita.

    • adriano buranello ha detto:

      Il pianeta va bene così com’è! Anche la vita nel pianeta va bene così! E’ che essendo noi dotati di mente tendiamo a dimenticare la nostra vera natura, spirituale in primis ma anche biologica. Dovremmo tornare a studiarci come comportamento…etologia applicata all’uomo non solo agli animali

  2. roberto ha detto:

    È la più bella disertaz su Gesù ke abbia letto dal punto dal punto di vista biol, per chi còe me gia 30anni fa studiaùa a livello di àuse scienif tale morte, che cambia la propet di vita,se compresa e accettata davvero,nel quotidiano.
    grazie

  3. Giovanni ha detto:

    Scusi signor Adriano … per passione mi piace conoscere e approfondire il rapporto uomo natura spritualità-religioni. Posso condividere che la malattia non è naturale ma la sua riflessione sulla morte di Cristo la trovo un testo di basso approfondimento e superbo. Provi a farsi torturare come è stato realmente torturato Gesù e poi si faccia un percorso a piedi con un trave sulle spalle e delle spine conficcate del capo. Infine si faccia appendere su una croce con dei chiodi posizionati esattamente come facevano i soldati romani (conoscitori del corpo). Quindi mi riscriva l’articolo …
    scusi la chiarezza ma non si può pretendere di interpretare testi sacri senza una profonda conoscenza storico, scientifico, teologica che lei dimostra non avere.
    Se mi sbaglio mi citi la bibliografia di riferimento.
    Saluti.

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