I testi delle canzoni sono uno specchio della nostra crescita evolutiva

I testi delle canzoni sono uno specchio

della nostra crescita evolutiva

Sono un attento osservatore dei cambiamenti che la società umana sta vivendo. In ogni ambito sembra che sia in atto una accelerazione nel processo in sé del cambiamento, sia che riguardi l’ambiente sociale, culturale, economico e politico.

Nuovi modelli di fare le cose sono già in atto e sono pure forieri di cambiamenti importanti. Basti pensare, per fare un esempio, che gli economisti prevedono che fra 10 anni il 90% dei lavori manuali sarà sostituito dai robot che avranno, oltre alla capacità di eseguire processi produttivi in autonomia, anche la possibilità di comunicare tra di loro permettendo un continuo aggiornamento, nel lavoro eseguito, alle reali necessità di quel dato momento. Difficile pensare che questo non stravolgerà la nostra società. Sicuramente però, i lavori creativi non potranno mai essere sostituiti da tali robot, pertanto evolvere oggi significa andare in questa direzione e imparare fin d’ora a fare lavori creativi per poter sopravvivere ai cambiamenti epocali a cui andiamo incontro.

La musica ovviamente non fa eccezione, anche se con modalità e tempi diversi, si adegua ai profondi cambiamenti della società cambiando non solo la musica ma anche e soprattutto i testi delle canzoni.

Non sono un esperto di musica, pertanto eviterò di parlare di questa anche se, io credo, ci sarebbe molto da dire della capacità della musica di esprimere le emozioni dei nostri tempi, addirittura di anticipare emozioni che esprimeremo, in maniera più marcata, nel futuro prossimo. Lascio a persone molto più preparate di me la possibilità di approfondire in merito.

Essendo tuttavia un attento osservatore ho avuto modo di riflettere sul testo delle canzoni che ho ascoltato nel corso della mia vita, diciamo in un periodo di circa 60 anni.

Tra queste desidero commentare una canzone degli anni ’70 che a mio avviso ha fortemente precorso i tempi.

Merita pertanto una riflessione sul suo testo.

Era il 1971, all’epoca avevo 12 anni e non ero particolarmente in grado di apprezzare questo capolavoro che avrebbe contraddistinto un’epoca musicale.

Da subito la musica di questa canzone mi piacque e pure molto, ma il testo non lo compresi fino all’età adulta quando mi accorsi che la splendida melodia di quella canzone conteneva pure un testo rivoluzionario per quell’epoca, assolutamente avanti nei tempi ed in grado di anticipare concetti che solo molti anni dopo sarebbero stati alla portata di molti.

L’autore era:

John Lennon

e la canzone

‘Imagine’

Un sogno predittivo di una nuova epoca, caratterizzata dal superamento di credenze obsolete, condizionanti e false.

L’espressione di una forte fede nella capacità dell’Essere Umano di uscire dagli schemi che lo ha tenuto prigioniero per molti secoli.

Il riscatto derivante da un pensiero evoluto, da una vita fatta anche di molti fallimenti, da una condizione troppo razionale e condizionata da impedirci di mettere in pratica un amore vero e incondizionato.

Francamente non ho ancora trovato un altro testo di canzone che possa competere su questi piani con ‘Imagine’.

Proviamo ad esaminare il testo:

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today… Aha-ah…

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion, too
Imagine all the people
Living life in peace… You…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world… You…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Tradotto in italiano:

Immagina che non esista il paradiso,
è facile se provi,
nessun inferno sotto di noi,
sopra di noi solo il cielo.
Immagina tutta la gente
vivere per il presente.

Immagina che non esistano frontiere,
non è difficile da fare,
nessuno per cui uccidere o morire
e nessuna religione.
Immagina tutta la gente
vivere una vita in pace.

Puoi darmi del sognatore,
ma non sono il solo.
Spero che un giorno tu ti unirai a noi
e il mondo sarà unito.

Immagina che non ci siano ricchezze,
mi meraviglierei se tu ci riuscissi,
né avidità né cupidigia,
una fratellanza di uomini.
Immagina che tutta la gente
si divida tutto il mondo.

Puoi darmi del sognatore,
ma non sono il solo.
Spero che un giorno tu ti unirai a noi
e il mondo vivrà unito.

Nel mio libro ‘Non Credo in te Vaffanculo ti amo’ spiego la necessità di liberarci da tutte le credenze indotte dall’esterno (religione, mamma papà, società ecc…) per poter permettere all’Essere Interiore di emergere chiaramente.

Fintantoché non facciamo questo lavoro di pulizia dalle credenze non siamo in grado di percepire quali e quante di queste sono meritevoli di esserci nella nostra vita, sono in grado cioè di dare un contributo alla nostra evoluzione personale.

Ecco una citazione dal mio libro:

‘Perché allora non fare una bella pulizia di tutte queste credenze?

Come quando vuoti un armadio pieno di vecchi vestiti.

Solo dopo averlo sgomberato completamente da tutti i vestiti cominci a valutare se e quali vestiti rimettere nell’armadio.

Se non vuoti il contenuto dell’armadio non riuscirai a capire con chiarezza quali vestiti poi riposizionare nell’armadio e anche perché farlo.

Potresti scoprire che quasi nessun vestito merita di ritornare al suo posto se non, forse, solo alcuni di particolare valore economico o affettivo.

Ma solo vuotando prima completamente l’armadio sarai capace poi di fare veramente questo lavoro.

Così succede ad esempio con le relazioni nella tua vita; mamma, papà, fratelli, zii, amici, colleghi di lavoro, Dio, la Madonna o i santi.

Come fai a capire quanto siano importanti queste relazioni per migliorarti come persona o quanto invece condizionino la tua vita impedendoti di Essere te stesso a motivo della profonda influenza che hanno avuto su di te, se non hai mai provato a chiudere ognuna di queste relazioni?

Se non hai mai ‘vuotato l’armadio’ potresti non scoprire mai quanto puoi stare bene eliminando almeno alcune di tali relazioni dalla tua vita per poi magari scoprire che meritano di essere ‘rimesse nell’armadio’.

‘Non Credo Vaffanculo ti amo’ ti invita proprio a fare questo!

Chiudere con tutte le relazioni, le situazioni del tuo passato, per permetterti di vivere nel Presente solo le relazioni e le situazioni che ti fanno stare bene e che aggiungono valore alla tua vita’.

Quanto detto per le relazioni si applica allo stesso modo per i credi o le credenze, se non te ne liberi non evolvi.

Allora la conclusione che traggo nel mio libro è:

‘liberarci da ogni credo riguardo a Dio è la via maestra per entrare in una vera relazione con Dio!’

Nella sua canzone Lennon trae delle conclusioni molto simili (quarant’anni fa però!) quando dice:

Immagina che non esista il paradiso,

 è facile se provi,

 nessun inferno sotto di noi,”

La richiesta di immaginare che non esista il paradiso e l’inferno è sicuramente molto più delicata del chiedere di non credere nell’inferno e nel paradiso.

Nell’epoca in cui scrisse Lennon dichiarare che non esiste il paradiso e l’inferno sarebbe stata, ai più, molto difficile da accettare, ma in fondo immaginare che non esistano non era poi così ‘grave’, non un peccato comunque.

Oggi io posso invitare a non credere nel paradiso e nell’inferno senza scandalizzare nessuno, o quasi, ma negli anni ’70 le cose stavano diversamente.

Apprezzo quindi la delicatezza con cui Lennon invita a provare, anche solo con l’immaginazione, a pensare in modo diverso, ad aprire la mente, partendo dallo smettere di credere in insegnamenti tramandati dalla religione.

Il passo successivo:

‘sopra di noi solo il cielo’

è un invito ad un pensiero essenziale, minimalista, che non sente la necessità di definire, nemmeno di credere, solo di osservare con una ovvietà disarmante! Chi potrebbe sostenere il contrario?

Il passaggio successivo è forse quello più significativo:

‘Immagina tutta la gente
vivere per il presente’

Ancora ci invita ad immaginare un qualcosa che a quell’epoca era sconosciuto alle masse. Vivere il Presente.

Lennon aveva evidentemente letto dei testi di filosofia orientale che insegnano esista solo il Presente; né il passato esiste, né il futuro. Chi impara a vivere nel presente aggiunge qualità alla sua vita e si libera soprattutto dai condizionamenti del passato e dall’ansia o paura del futuro.

Se esiste solo il momento Presente di cos’altro dovrei preoccuparmi se non di quello che sto facendo nel Adesso?

Solo molti anni dopo Ekhart Tolle nel suo libro ‘Il potere di Adesso’ spiegherà bene questi concetti, come pure molti altri autori, ma parlare negli anni ’70 di questo era quasi fantascienza.

‘Immagina che non esistano frontiere,
non è difficile da fare,
nessuno per cui uccidere o morire
e nessuna religione.
Immagina tutta la gente
vivere una vita in pace.’

Questa parte della canzone ci aiuta ad immaginare il superamento esterno delle barriere dentro di noi, le ‘frontiere’. A smettere di uccidere chi ‘ci fa del male’ o per brame di potere egoistico.

La pace come modo di vivere è l’unica vera possibilità che abbiamo per restare su questo pianeta.

Il messaggio ‘nessuna religione’ è particolarmente forte e sicuramente molto avanti nella visione della vera forma di religione, il ritorno a Dio come riconoscimento della nostra natura divina senza più bisogno di qualcuno che ci insegni come adorare Dio o che pretenda di spiegarci Dio.

Quando siamo nel divino che è in noi possiamo solo Essere amore, gioia e pace, mentre le divisioni indotte dalle religioni e dalla presunzione di essere i detentori della verità hanno causato odio, dolore e guerra.

‘Immagina che non ci siano ricchezze,
mi meraviglierei se tu ci riuscissi,
né avidità né cupidigia,
una fratellanza di uomini.
Immagina che tutta la gente
si divida tutto il mondo.’

Queste ultime frasi rinforzano i concetti appena enunciati. Cambiare il concetto stesso di ‘ricchezza’ togliendogli la possibilità di attribuirlo al denaro o ai possedimenti materiali, può essere possibile superando la cupidigia e l’avidità, in non saziarsi mai di quello che si possiede permettendo, nel contempo, agli altri di avere la loro casa in cui abitare ed un loro terreno da coltivare senza timore di avere qualcuno che, con la violenza o con leggi opportune che favoriscono i potenti, ti porti via la sussistenza.

Purtroppo ancora oggi, 2018, questa visione di John Lennon è ancora un sogno, ma negli ultimi decenni sono state costruite le fondamenta per realizzare questo sogno. Come?

Ce lo rivela ripetendo per due volte questo ritornello:

‘Puoi darmi del sognatore,
ma non sono il solo.
Spero che un giorno tu ti unirai a noi
e il mondo sarà unito.’

Coloro che hanno percorso la strada della crescita personale della coscienza secondo le indicazioni di questa canzone stanno, con il loro stile di vita e con il loro insegnamento, ‘chiamando’ sempre più persone a questo modo di vivere ispirato all’amore vero, alla giustizia sociale, alla libertà di Essere, concretizzando con progetti che includono centinaia di migliaia di persone a unire le loro forze in questa direzione.

‘You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one’

Grazie per questa splendida canzone!

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