Il vero problema non sono le chemio

I recenti fatti di cronaca in Italia che chiamano in causa la morte di un paio di giovani donne che, secondo numerosi articoli di giornale, sono morte per aver rifiutato la chemioterapia, inducono molte persone a schierarsi contro pratiche di medicina naturale che non prevedono l’utilizzo della chemio e che basano la comprensione del processo di malattia (tumori compresi) sulla consapevolezza della causa emozionale quale attivazione di questi processi biologici.

Il can can mediatico sulla questione, porta i sostenitori della medicina di Stato a chiedere a gran voce alle autorità di intervenire per arginare con leggi o leggine il proliferare di queste conoscenze che sono così osteggiate dalla medicina convenzionale. Per contro, coloro che operano con queste conoscenze basate su una visione alternativa, sentendosi attaccati e sentendo in particolare attaccato il diritto di scelta terapeutica tendono a difendersi rincarando la dose e denunciando gli effetti devastanti di terapie così fortemente invasive come la chemio.

In entrambi i casi non stiamo evidenziando la vera natura del problema.

Non sono le chemio o le radio o qualunque altra terapia ad essere (almeno nella maggioranza dei casi) la vera causa di morte dei pazienti trattati. Il problema va ricercato altrove. Ve lo dice una persona che ha visto morire molte persone nelle corsie di ospedali e che avevano seguito tutti gli iter previsti dalla medicina ufficiale, come pure persone che si erano affidate a pratiche alternative e che sono comunque morte.

Tutto questo mi ha portato a chiedermi quale fosse la reale motivazione dell’insuccesso nel trattare questi pazienti. La risposta forse vi sorprenderà…ma prima di darvela desidero fare una premessa; questo articolo non l’ho scritto per la gente comune che tende a credere e ad affidarsi a questa o quella terapia nella speranza di conservare la salute. A queste persone chiedo, per questa volta, di essere spettatori di quanto sto per scrivere, osservatori senza giudizio capaci di fare una profonda riflessione davanti a quanto ora dichiarerò.

L’articolo in questione in realtà lo rivolgo a tutti i terapeuti, consulenti delle 5 leggi biologiche, medici che praticano terapie alternative, operatori olistici nelle varie discipline, insomma tutti gli operatori nell’ambito della salute che abbiano imparato a vedere la malattia come qualcosa di diverso dalla visione della medicina convenzionale, a loro mi rivolgo per chiedere di unire i nostri sforzi per fare una denuncia importantissima per evidenziare la vera causa della morte di più di 500 persone ogni giorno in Italia nelle corsie degli ospedali, si quelle persone che non fanno scalpore con la loro morte e non sono menzionate negli articoli scandalistici di qualche giornale perché perlopiù sono morte di ‘medicina di Stato’ seguendo cioè tutti i protocolli medici previsti per la loro malattia e ciò nonostante sono morte.

Chiedo quindi a tutti gli operatori che come me sono stanchi di veder morire così tante persone, di denunciare la vera causa di tante morti:

l’accanimento diagnostico!

Si signori! Tutti questi morti sono la conseguenza di una pratica seguita da tutti i medici convenzionali e cioè quella di accanirsi nel voler trovare, a tutti i costi il ‘germe della malattia’ nei loro pazienti. In particolare, coloro che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore o malattia oncologica sono soggetti per tutta la loro vita a regolari controlli che hanno la finalità non di garantire la salute del soggetto controllato ma solo di trovare possibili recidive della malattia oncologica. Una sorta di ‘spada di Damocle’ sulla testa di queste persone che vivono nella paura ad ogni controllo di sentirsi dire la famosa parola che suona come una condanna a morte:

metastasi!

Sapete che la maggior parte delle persone che ricevono una diagnosi di metastasi muore entro 6 mesi? Perché pensate che muoiano? Per delle cellule impazzite che replicano senza più controllo nel corpo del malato o per le conseguenze emotive generate dalla diagnosi di morte ricevuta dal proprio medico? Perché non denunciare proprio questo? E cioè che è proprio il medico con il suo accanimento diagnostico la prima causa di morte in questi pazienti! Cito il recente caso di Eleonora morta a 18 anni in una corsia di ospedale. Nella precedente dimissione ad un altro ricovero ospedaliero sapete cosa avevano scritto nel foglio di dimissioni?

Malata terminale! Si proprio così! Malata terminale! Un foglio dato in mano ad Eleonora! Che effetto pensate possa aver avuto su di lei una frase di questo tipo? Cosa avreste provato voi se l’avessero scritto su un vostro referto? Allora ha ragione Hamer quando dice che questa medicina è una medicina senz’anima! Senza coscienza!

Capite ora perché dico che il vero problema non sono le chemio? Dobbiamo risalire a quello che vive il paziente sottoposto a diagnosi infauste e/o accanimento diagnostico per trovare le vere cause di quei processi che inducono poi la morte! Questo dobbiamo denunciare! Le 5 leggi biologiche evidenziano proprio questo e cioè che diagnosi di questo tipo generano conflitti biologici nel paziente che sfoceranno in nuovi processi tumorali che prontamente indurranno il medico ad emettere ulteriori diagnosi di morte! Il tutto in nome di una medicina che ha scordato l’enorme impatto emozionale che ‘quello che dice il medico è legge’ ha sul paziente.

In seconda battuta l’accanimento diagnostico sfocia in un altro processo altrettanto devastante:

l’accanimento terapeutico!

Davanti a delle diagnosi di malattia grave il medico si sente autorizzato di provare qualsiasi terapia pur di arginare le metastasi anche solo per aggiungere qualche mese di vita al paziente. Ecco quindi proporre terapie devastanti da un punto di vista biologico come la chemio e la radio terapia; ma davanti ad un ‘brutto male’ cos’altro potrebbe fare se non tentare il tutto per tutto e sperare nella buona sorte? E’ vero, molti muoiono come conseguenza diretta del veleno delle chemio, ma credo che abbiate capito che la vera causa di morte non va’ ricercata qui, bensì nell’intero iter diagnostico praticato dal medico.

Questo chiedo di denunciare pubblicamente!

Siamo disposti ad unire le nostre voci per rispetto di tanti caduti vittime di questa medicina? Avremo il coraggio di fare questo senza accanirci verso i medici e le loro terapie che in fondo si limitano solo a seguire quei protocolli che sono il vero problema? Nessuna guerra quindi! Solo una presa di coscienza per chiederci cosa abbiamo sbagliato nel praticare una medicina che nel pretesto di essere scientifica ha dimenticato il centro della consulenza del medico che non è la malattia bensì l’individuo con il suo vissuto e con le sue emozioni, si proprio quelle emozioni attivate da un conflitto biologico che sono la vera causa della malattia.

Pubblicato in articoli vari
6 comments on “Il vero problema non sono le chemio
  1. Lorena Sgsrbi ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo Adriano e sono pronta ad agire per raggiungere qst obiettivo.
    quello che Hamer ha scoperto non porta a dividere ma a condividere la sua scoperta con ciò che può essere utile in ciò che MU ha a disposizione.
    unire le ns forze per favorire se non ottenere qst confronto-collaborativo, credo possa essere un grande riconoscimento spettante al dr. Hamer.

    • MARIO PASINI ha detto:

      PIENAMENTE D’ACCORDO CARO ADRIANO: SIA NEL MERITO SIA NELLO SPIRITO DELL’ARTICOLO. MENO MALE CHE QUALCUNO SI FA AVANTI. HAI TUTTO IL MIO SOSTEGNO! Mario Pasini, Scuola del Sintomo 2015-16.

  2. Giovanni Z. ha detto:

    Caro Adriano, concordo con te. Io non seguo assiduamente nessuna corrente di pensiero. Leggo. mi informo, mi ascolto e ascolto il mio corrpo. Sono anni e anni che non faccio nessun esame. Sono anni e anni che non prendo nessuna medicina. Non mi ammalo mai, nemmeno un raffreddore… nulla. A parte una piccola caduta dalla moto e 3 costole rotte ( in quel caso ho preso degli antidolorifici… non dormivo dai dolori ). Da tanti anni ho la diverticolosi che ogni mese diventava ITE. Avevo dolori tremendi ogni mese e prendevo antibiotici ogni mese. Stavo malissimo 5 giorni al mese e dovevo sempre stare attento a tutto cio che mangiavo. Ma mangiavo male. 5 anni fa ho deciso di imitare la dieta descritta nella Bibbia ed ho eliminato maiale, insaccati, frutti di mare ecc. Ebbene… da 5 anni non so cosa sia la diverticolite e gli antibiotici.
    Mangio un po’ di tutto specialmente verdura, ma anche pasta integrale, pizza e poca carne e pesce. Faccio una vita serena e felice, conscio che non posso cambiare il mondo, ma non permetto che il mondo cambi me.

    Prediligo la pace e la serenità, amicizie sincere e leali. Nessuno mi impone dogmi o religioni romane o americane.
    Seguo il più strettamente possibile il modello di vita lasciato da Yeshùa il Messia e amo tantissimo inventare, sperimentare e creare nel mio lavoro di fotografo.

    Un amico medico che mi diceva che nel nostro corpo si formano circa 10 cellule tumorali al giorno, ma il nostro organismo le combatte ed espelle. Sono convinto che la difesa più grande contro le malattie sia proprio il nostro organismo.

    Solo che per funzionare bene ha bisogno di positività, serenità, pensieri positivi, capacità di perdonare e non portare rancore, altruismo, gioia, pace, amore, creatività, apprezzamento e sapersi accontentare.
    Mai cedere all’ira o all’ansia.
    Se sorge un problema l’ira e l’ansia lo aggravano ma non lo risolvono.
    E per quanto riguarda il futuro… per quanto corriamo, facciamo o non facciamo, siamo residenti temporanei in attesa di entrare nella dimensione finale che Dio ha stabilito per noi. Una dimensione molto più elevata dell’attuale.
    Anche sapere questo dona a noi stessi una serenità ineguagliabile.

    1 Corinti 15:48 Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, così porteremo anche l’immagine del celeste.
    50 Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l’incorruttibilità.

  3. Giovanni Z. ha detto:

    Volevo aggiungere…
    Ho letto in rete un po’ di opinioni di veri e propri sciacalli travestiti da medici, popolino, complottati ( cioè vittime del vero complotto mediatico ).
    Tutti accaniti contro Lino e Rita genitori di Eleonora.
    Due carissimi amici da tanto tempo.
    Con Eleonora ci giocavo assieme da ragazzina e mangiavo alla loro tavola tra Luca Rita e Lino.
    Una famiglia stupenda, sana, diversa dalle altre.
    Sono ancora scioccato da quello che è successo e non mi do pace.
    Non è possibile che in una famiglia che praticava coscientemente il salutismo… dei ragazzi buoni e sani… non ci credo.

    Lino aveva un sito STAMPALIBERA che era continuamente attaccato da haker.
    Dava fastidio con quelle sue 20.000 visite al giorno e con i suoi articoli rivelatori e smascheratori.

    Ora gli sciacalli si avventano per sbranare cio che resta, ma saremo in tanti a far scudo a Rita e Lino.
    Un abbraccio.

  4. Alberto Medici ha detto:

    Effetto nocebo: l’esatto contrario del placebo (ed altrettanto potente).

  5. Andrea ha detto:

    Buon giorno a tutti. 13 anni fa un medico alla mia specifica domanda mi rispose che se mi curavo bene potevo vivere 20 ancora. All’epoca ne avevo 47 di anni e per 2 anni circa la depressione è stata la mia compagna di vita costante. Ora ogni tanto ci penso e mi rammento quella sensazione sgradevolissima di vita a tempo determinato! Praticamente ti azzera la speranza e fiducia. La mia patologia? Diabete tipo 2 scoperto a dire del medico con 40 anni di ritardo, quindi tutte le patologie collegate che mi sono saltate fuori erano collegate alla non tempestività della diagnosi quando ero bambino. Quella diagnosi ha fatto si che diventassi Naturopata ed esperto in altre discipline avendo dei riscontri interessanti di miglioramento di vita specialmente nell’organo della vista. Ora, da 3 anni e 2 infarti, sto combattendo con il cuore, reni e altre amenità varie. Purtroppo i miei organi erano e sono compromessi ma non dispero, anzi. Ascolto i medici e dico loro quello che penso, le reazioni a volte sono di estremo fastidio. Ad un primario gli ho chiesto se in definitiva il lavoro del reparto che dirigeva aveva come finalità la salute dei ricoverati insomma vengono ricoverati in pesime condizioni e con l’aiuto di esperienza e strumenti diagnostici e medicinali ti rimettono in piedi più o meno rispetto a tanti parametri come l’età il sesso e via così. La sua risposta è stata affermativa al che mi venne spontaneo rispondere che allora sono come meccanici specializzati……dalla sua reazione mi sa che si era offeso, pazienza. Sono grato a molti medici che hanno usato il cuore altri meno, ma sono grato a me stesso per aver preso la decisione di essere consapevole. Capisco benissimo il senso di smarrimento se non di angoscia al conoscere la diagnosi ma la realtà è lì davanti a te ed hai una scelta da fare o prendi in mano la tua situazione o lasci decidere qualcun’altro. Nel mio quotidiano riscontro un lento e graduale aumento di presa di coscienza ma il mare dell’ignoranza è molto vasto per non dire sconfinato. A me piace pensare di contribuire a diffondere il pensiero di autocoscienza costruttiva.
    Un abbraccio e
    Grazie.

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